Tradizioni popolari in Provincia di Pescara – Il Carnevale Abruzzese a Pianella (Pe)
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Le Tradizioni popolari e il Folklore in Provincia di Pescara - Abruzzo
Il Carnevale a Pianella (Pe)Il Carnevale di Pianella rappresenta una delle espressioni più autentiche del folclore abruzzese, legando le sue radici alle antiche tradizioni popolari e religiose della regione. Storicamente, il Carnevale affonda le sue origini nella cultura cristiana, poiché strettamente collegato alla Pasqua. Infatti, la sua data di inizio viene determinata contando sei settimane a ritroso dalla domenica di Pasqua, includendo il periodo della Quaresima. Tuttavia, pur mantenendo un forte legame con la tradizione cristiana, il Carnevale conserva elementi delle antiche feste pagane romane, che celebravano la fine dell'inverno e l'inizio di un nuovo ciclo di vita. Questa fusione di sacro e profano si riflette ancora oggi nei festeggiamenti, dove la spiritualità si mescola all'allegria e alla spensieratezza tipiche del periodo carnevalesco.
Nella cultura abruzzese, il Carnevale ha sempre avuto un ruolo centrale, rappresentando una festa di grande rilievo sociale e culturale. Il ciclo festivo invernale, che prende il via con la celebrazione di Sant'Antonio Abate, culmina nel Martedì Grasso con riti simbolici che sanciscono la conclusione della stagione fredda. Numerose città e borghi della provincia di Pescara si animano con sfilate di carri allegorici, balli, musiche tradizionali e rappresentazioni teatrali. In diversi comuni persiste ancora l'usanza di bruciare fantocci di cartapesta raffiguranti la "Vecchia" o il "Carnevale", un antico rituale che simboleggia la fine dell'anno trascorso e l'auspicio di un futuro prospero con l'arrivo della primavera.
Tra le celebrazioni più rappresentative del territorio si distingue il Carnevale di Pianella, che richiama alla memoria antiche tradizioni popolari come "Lu Bbongiorne". Questa manifestazione, che si svolge tra la notte di Pasqua e il Lunedì dell'Angelo, vede protagonisti gruppi di cantori itineranti che, accompagnati da strumenti musicali, percorrono le vie del paese intonando strofe in rima dal contenuto ironico e provocatorio. Altrettanto significativa è la rievocazione della "Predeche de S. Zelvestre", una satira in versi che prende di mira vizi e virtù del popolo pianellese e delle figure politiche locali. Questi elementi di tradizione si intrecciano con i festeggiamenti del Carnevale moderno, creando un ponte tra passato e presente.
Il Carnevale di Pianella, nella sua forma attuale, ha preso il via ufficialmente il 1° marzo 1987, grazie all'iniziativa della Parrocchia dei Carmelitani, guidata da Padre Matteo Palumbo. Nell'ambito del progetto "Nuova Immagine di Parrocchia" (NIP), il borgo si è riempito di colori e allegria con la prima sfilata di carri allegorici, interamente realizzati dagli abitanti dei quartieri e delle contrade locali. Dopo un'interruzione dovuta alla tragedia di Rigopiano, la festa è stata riproposta grazie all'impegno delle associazioni locali e con il patrocinio dell'amministrazione comunale. Il corteo di maschere e carri tematici, accompagnato da musiche e danze, attraversa le strade del paese, regalando una giornata di spensieratezza e divertimento a grandi e piccoli.
Elemento imprescindibile del Carnevale abruzzese è la gastronomia, che riflette l'antica tradizione contadina della regione. Durante i giorni di festa, sulle tavole imbandite non mancano piatti tipici come i ravioli di ricotta o di carne conditi con sugo di maiale, le "scrippelle 'mbusse" accompagnate da brodo di pollo e le salsicce al ragù. Tra i dolci tipici spiccano le "cicirchiate", le "chiacchiere", le "castagnole" e i "tarallini", spesso fritti nello strutto o nell'olio extravergine d'oliva. Questi cibi, abbondanti e ricchi di sapore, rappresentano simbolicamente l'ultima occasione di indulgenza prima del periodo di digiuno e penitenza della Quaresima. Così, tra tradizione, folclore e convivialità, il Carnevale di Pianella continua a essere un appuntamento imperdibile che unisce la comunità nel segno della festa e della memoria storica.

L’eccellenza enogastronomica della provincia di Pescara
La provincia di Pescara custodisce un patrimonio enogastronomico straordinario, capace di fondere con maestria le ricette genuine della tradizione pastorale dell'entroterra e i sapori intensi del litorale adriatico. Il viaggio nel gusto inizia inevitabilmente con i celebri arrosticini, iconici spiedini di carne ovina cotti alla brace che rappresentano il simbolo indiscusso della convivialità abruzzese. Accanto a questa specialità carnivora si collocano le mazzarelle, saporiti involtini di coratella d'agnello avvolti in foglie di indivia e legati con budelline, che testimoniano l'antica sapienza culinaria contadina nell'esaltare ogni taglio di carne. Tra i primi piatti regna sovrana la pasta alla chitarra, realizzata con il tipico telaio in legno che dona ai maccheroni la caratteristica sezione quadrata e una consistenza ideale per trattenere i ricchi sughi di castrato o i corposi ragù della domenica. Per chi cerca i sapori più rustici della campagna, le sagne e fagioli si presentano come un piatto semplice ma nutriente, una pietanza confortante che unisce i legumi invernali alla pasta fresca fatta in casa tagliata a losanghe. Spostandosi verso la costa, l'anima marinara del territorio si esprime infine nel sontuoso brodetto alla pescarese, una densa e profumata zuppa di pesce locale cotta storicamente nel tegame di coccio, arricchita da pomodoro, aglio e peperoncino, perfetta da gustare insieme a fette di pane abbrustolito per assaporare l'autentica essenza del mare.

La produzione vitivinicola nella provincia di Pescara
La provincia di Pescara rappresenta una delle culle più prestigiose della viticoltura abruzzese, grazie a un microclima ideale teso tra le correnti fresche del massiccio della Majella e le brezze mitigatori del Mar Adriatico. Tra le eccellenze assolute spicca il Montepulciano d'Abruzzo rosso e rosso riserva, un vino strutturato, fiero e longevo, che trova nei terreni collinari pescaresi l'ambiente perfetto per sviluppare sentori intensi di frutti rossi maturi e spezie, evolvendo nella versione riserva verso un'eleganza complessa grazie a un sapiente affinamento in legno. Dallo stesso vitigno a bacca nera, vinificato con un breve contatto con le bucce, nasce il Montepulciano d'Abruzzo cerasuolo, un rosato straordinario per freschezza, sapidità e versatilità, celebrato per il suo caratteristico colore ciliegia brillante e i profumi di piccoli frutti di bosco. Questo legame con la tradizione rosa trova la sua massima espressione territoriale nel celebre Cerasuolo di Tocco da Casauria, un'autentica perla enologica legata a uno specifico areale storico, rinomato per la sua incredibile aderenza al territorio, la persistenza e le note floreali e fruttate marcatamente intense. Sul fronte dei bianchi, la provincia esprime una grandissima autorevolezza attraverso il Trebbiano d'Abruzzo MGA (Menzione Geografica Aggiuntiva), una declinazione che certifica il valore di specifiche sottozone e vigneti storici, regalando un vino bianco di eccezionale spessore, caratterizzato da un'elegante mineralità, sfumature di fiori gialli e una sorprendente capacità di invecchiamento. Infine, la ricchezza enologica del territorio si sposta verso la sponda dei vini dolci e da meditazione grazie al pregiato Moscato di Torre de' Passeri, un nettare aromatico ricavato da uve stramature o appassite, capace di incantare il palato con i suoi sentori di miele, agrumi canditi e frutta secca, perfetto suggello di una tradizione vinicola che sa unire con maestria rigore tecnico e pura poesia dei sensi.

Gli eremi presenti nella Provincia di Pescara
La Provincia di Pescara custodisce alcuni dei più suggestivi eremi d'Abruzzo, luoghi dove natura, spiritualità e storia si fondono in un paesaggio unico dominato dalle montagne della Maiella. Tra questi si distingue la Grotta Sant'Angelo di Lettomanoppello, antico luogo di culto rupestre frequentato fin dall'Alto Medioevo e legato alla devozione per l'Arcangelo Michele, inserito in un contesto naturale di grande fascino. Nel territorio di Roccamorice si trova il celebre Eremo di San Bartolomeo in Legio, scavato nella roccia e reso famoso dalla presenza di Pietro da Morrone, il futuro Papa Celestino V, che vi trascorse lunghi periodi di preghiera e meditazione nel XIII secolo. Sempre nel cuore del Parco Nazionale della Maiella sorge l'Eremo di San Giovanni all'Orfento, nel comune di Caramanico Terme, raggiungibile attraverso sentieri immersi nella natura e considerato uno degli esempi più spettacolari di architettura religiosa rupestre, grazie alla sua posizione incastonata nella parete rocciosa della Valle dell'Orfento. Nel territorio di Serramonacesca si sviluppa invece un importante complesso di siti monastici e rupestri legati all'antica Abbazia di San Liberatore a Maiella, tra cui il Complesso rupestre di San Liberatore a Maiella, costituito da grotte e ambienti utilizzati nei secoli da eremiti e comunità religiose come luoghi di raccoglimento e vita ascetica. Nella stessa area si trovano anche le Tombe rupestri di San Liberatore a Maiella, antiche sepolture scavate nella roccia che testimoniano la presenza umana e religiosa fin dall'epoca altomedievale, rappresentando un'importante testimonianza archeologica del territorio. Completa questo straordinario itinerario spirituale l'Eremo di Sant'Onofrio, anch'esso nel territorio di Serramonacesca, piccolo edificio religioso immerso nei boschi della Maiella e tradizionalmente collegato ai percorsi di preghiera e penitenza dei monaci eremiti.

I siti archeologici presenti nella Provincia di Pescara
La Provincia di Pescara conserva importanti testimonianze archeologiche che permettono di ripercorrere la storia del territorio dalle popolazioni italiche fino all'epoca romana. Tra i luoghi di maggiore interesse si trova l'Area Archeologica di Catignano, dove gli scavi hanno riportato alla luce resti di insediamenti e reperti che documentano la presenza umana fin dall'antichità, offrendo preziose informazioni sull'evoluzione del popolamento nella Valle del Pescara. Di notevole interesse è anche il Sito Archeologico dei Tholos della Maiella, nel territorio di Roccamorice, dove sono state rinvenute testimonianze riconducibili a frequentazioni protostoriche e romane, confermando l'importanza strategica di questa altura come punto di controllo e insediamento. A Pescara si trova infine Il Parco Archeologico della Rampigna, situato sulla sponda nord del fiume Pescara, di fronte al centro storico della città, rappresenta uno dei luoghi di maggiore interesse storico e archeologico del territorio. Le recenti campagne di scavo hanno restituito una complessa stratificazione che attraversa diverse epoche, documentando la presenza di un'estesa necropoli di età italica, romana e medievale, strettamente connessa all'antico insediamento di "Ostia Aterni". Il sito, spesso identificato erroneamente con la sola area dell'ex campo sportivo Rampigna, si estende in realtà lungo l'intera sponda settentrionale del fiume, compresa tra il rilevato ferroviario e via Pesaro. Al di sotto della superficie si conservano importanti testimonianze archeologiche: edifici antichi, alcuni dei quali ancora in corso di identificazione, e lunghi tratti delle mura della piazzaforte spagnola di Pescara, realizzata nel XVI secolo e quasi completamente demolita nel XIX secolo. Il complesso comprende anche la Chiesa della Madonna del Carmine, originariamente cappella della fortezza spagnola, e gli edifici dell'antica caserma di cavalleria, anch'essi parte integrante del sistema difensivo della piazzaforte.

