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Le Tradizioni poloplari e il Folklore in Provincia di Pescara - Abruzzo - Info Point Regione Abruzzo

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Le Tradizioni poloplari e il Folklore in Provincia di Pescara - Abruzzo

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Le Tradizioni popolari e il Folklore in Provincia di Pescara - Abruzzo

Le rappresentazioni delle tradizioni e del folklore popolare della provincia di Pescara sono un vivace riflesso della cultura locale, un mix di fede, storia e vita quotidiana che coinvolge le comunità in momenti di condivisione e partecipazione collettiva. Queste manifestazioni si radicano nella storia e nelle tradizioni rurali, ma al contempo si rinnovano, adattandosi ai tempi moderni senza mai perdere il loro legame profondo con il territorio. Le celebrazioni religiose sono tra le principali occasioni di espressione del folklore, dove la spiritualità si mescola con le tradizioni popolari in un connubio che affonda le radici nei secoli. In occasione delle feste patronali, come quella di Sant’Andrea a Pescara, le processioni con barche addobbate e il canto dei fedeli creano un'atmosfera di devozione che unisce tutta la comunità. Questi momenti di intensa spiritualità sono accompagnati da rituali popolari che, attraverso canti e preghiere, celebrano il legame profondo tra il sacro e il profano. Il Carnevale di Pianella, con le sue sfilate in maschera e la partecipazione di gruppi folkloristici, rappresenta una delle più colorate e vivaci espressioni delle tradizioni della provincia. Le danze, le risate e l’allegria che accompagnano la manifestazione risvegliano l’antico spirito della festa collettiva, che unisce diverse generazioni di abitanti in un momento di svago e tradizione. La musica popolare e le danze tradizionali sono alla base di molte delle celebrazioni. I canti, spesso eseguiti con strumenti tipici come la fisarmonica, il tamburello e la zampogna, rievocano storie di vita quotidiana, mentre le danze come la saltarella si diffondono nelle piazze e lungo le strade dei borghi, coinvolgendo tutti in un ritornare al passato, a tempi di semplicità e allegria. Al di là degli eventi religiosi e folkloristici, la provincia di Pescara è anche testimone di numerose feste legate ai cicli agricoli e al raccolto. Queste occasioni celebrano i frutti della terra e i prodotti tipici locali, come nel caso della Sagra della porchetta a Campli o delle fiere dedicate ai tartufi e altri prodotti naturali. Ogni festa porta con sé una ritualità che unisce il lavoro della terra alla vita comunitaria, esprimendo gratitudine per ciò che la natura offre. L’artigianato locale ha un ruolo fondamentale nella valorizzazione delle tradizioni. In molte occasioni, gli artigiani si riuniscono in fiere per esporre i loro manufatti, che spaziano dalla lavorazione del rame alla ceramica, dimostrando la continuità di saperi antichi e la maestria che accompagna il lavoro manuale. Le rappresentazioni del folklore popolare in provincia di Pescara, dunque, sono vere e proprie vetrine di cultura, momenti di unione e di passaggio, che trasmettono i valori, le speranze e la creatività delle comunità locali attraverso il tempo. Queste tradizioni, pur essendo saldamente ancorate al passato, vivono nel presente e continuano a essere una testimonianza del legame tra la gente e il proprio territorio.Le tradizioni e il folklore popolari della provincia di Pescara rappresentano un prezioso patrimonio culturale che intreccia antichi riti, celebrazioni religiose e usanze legate alla vita quotidiana. Questa vivace espressione di identità locale è radicata nel territorio e si tramanda di generazione in generazione, mantenendo vivo il legame tra passato e presente.
Le feste popolari, spesso legate al calendario religioso, scandiscono il ritmo della vita comunitaria. In queste occasioni, i borghi e le città della provincia si animano con processioni, canti e momenti di convivialità che coinvolgono intere comunità. I rituali sacri si arricchiscono di elementi simbolici e gesti che affondano le radici nelle antiche tradizioni contadine e pastorali.
La musica popolare è un elemento fondamentale delle celebrazioni, con melodie che risuonano nelle piazze e nei luoghi di ritrovo. Gli strumenti tradizionali, come la fisarmonica e il tamburello, accompagnano canti che raccontano storie di lavoro, speranza e vita quotidiana. Questi momenti di condivisione musicale rappresentano non solo un omaggio alle radici culturali, ma anche un'occasione per consolidare i legami sociali.
Le tradizioni artigianali della provincia testimoniano la maestria e la creatività delle generazioni passate. La lavorazione del legno, la produzione di tessuti e altri manufatti tipici sono espressioni di un sapere antico che si rinnova attraverso fiere e mercati dedicati. Questi eventi rappresentano non solo un’esposizione di abilità, ma anche un’opportunità per trasmettere conoscenze ai più giovani.
La cucina locale è profondamente intrecciata al folklore, con ricette tramandate che vengono celebrate durante sagre e feste popolari. I sapori genuini della terra e del mare diventano protagonisti, offrendo un’esperienza sensoriale che unisce il gusto alla memoria storica.
Le tradizioni e il folklore della provincia di Pescara non sono solo una testimonianza del passato, ma una realtà viva che continua a evolversi e adattarsi ai tempi. Attraverso le sue manifestazioni, questo patrimonio culturale rafforza il senso di appartenenza e celebra l’unicità di un territorio ricco di storia e identità.

Il folklore popolare della provincia di Pescara si distingue per una profonda connessione tra le tradizioni religiose, la vita quotidiana e il legame con il territorio. Esso incarna un'armonia di elementi che riflettono la storia, la cultura e le credenze locali, conservando vivi i valori che hanno caratterizzato la vita delle comunità abruzzesi per secoli. Queste tradizioni vengono celebrate in diverse occasioni durante l’anno, rafforzando il senso di appartenenza e identità collettiva. Le festività religiose sono una parte essenziale del folklore, con eventi che risalgono a tradizioni secolari e che continuano ad avere una forte valenza emotiva per la popolazione. Le processioni, come quella di Sant’Andrea a Pescara, raccontano il profondo legame tra la devozione e le tradizioni marinare, con le barche addobbate e la partecipazione dei fedeli che rendono queste occasioni un momento di unione tra la spiritualità e la comunità. Anche la Pasqua è segnata da rituali che riflettono la sacralità dei momenti religiosi, come le processioni del Venerdì Santo in molti borghi della provincia. In parallelo, il Carnevale e altre festività profane danno vita a momenti di allegria e spensieratezza, durante i quali la musica e le danze popolari si trasformano in veicoli di socializzazione e celebrazione collettiva. La musica tradizionale, con strumenti come la zampogna, il tamburello e la fisarmonica, trasmette le storie, le emozioni e i temi della vita quotidiana. I canti che raccontano di amori, fatiche e speranze risuonano nelle piazze, creando un’atmosfera di condivisione che lega generazione dopo generazione. Il folklore in provincia di Pescara si intreccia anche con l’attività agricola e pastorale, che trova la sua espressione in feste legate ai raccolti. Queste tradizioni celebrano i prodotti tipici del territorio, come il vino, l’olio, i tartufi e la porchetta, e diventano un’occasione di festa per le comunità, che celebrano insieme il frutto del loro lavoro con piatti tradizionali e convivialità. L’artigianato popolare rappresenta un altro aspetto fondamentale del folklore, con produzioni che mantengono vive le tecniche di un tempo, come la lavorazione del ferro, della ceramica e del legno. Ogni oggetto è una testimonianza della maestria degli artigiani locali, che perpetuano tradizioni che arricchiscono l’identità culturale della zona. In generale, il folklore popolare della provincia di Pescara non si limita a preservare tradizioni secolari, ma continua a essere una fonte di ispirazione per le generazioni future. Le celebrazioni religiose, le fiere, i canti e le danze diventano momenti di unione, in cui la memoria collettiva e la modernità si incontrano per mantenere viva l’anima culturale di questa provincia abruzzese. Le tradizioni e il folklore popolari della provincia di Pescara costituiscono una parte essenziale del patrimonio culturale della regione, esprimendosi attraverso riti, feste e manifestazioni che richiamano antiche usanze e la vita quotidiana delle comunità locali. Ecco alcune delle principali tradizioni e manifestazioni del folklore pescarese:

  • Festa di Sant’Andrea a Pescara (Pe): Celebrazione dedicata al santo patrono dei pescatori, caratterizzata da una solenne processione sul mare con barche addobbate, canti e momenti di preghiera collettiva.



  • Il Carnevale a Pianella (Pe): Evento folcloristico che unisce sfilate in maschera, musica e danze tradizionali, con la partecipazione di gruppi folkloristici locali.

  • La Perdonanza ad Abbateggio (Pe): Rievocazione religiosa e popolare legata a momenti di preghiera, musica e attività culturali che celebrano la memoria di Celestino V.

  • Presepe artistico a Pescara (Pe): L’arte e la fede dei presepi artistici in mostra a Pescara. Sughero, argilla, terracotta, pasta di mais, pietra bianca della Maiella, polestilene e addirittura bossoli di proiettile: questi i materiali più disparati utilizzati per realizzare i presepi artistici.

  • Il Palio delle Pupe a Cappelle sul Tavo (Pe): Venne proclamato beato il 29 ottobre 1618 da papa Paolo V, canonizzato nel 1690 da papa Alessandro VIII. È festeggiato il 17 maggio. Nel 1897 papa Leone XIII lo proclamò patrono delle opere eucaristiche e dei congressi eucaristici.


  • Festa del Volto Santo a Manoppello (Pe): Il Volto Santo è un'immagine di tema religioso conservata a Manoppello (PE), nella Basilica del Volto Santo. Si tratta di un velo tenue che ritrae l'immagine di un volto, un viso maschile con i capelli lunghi e la barba divisa a bande, ritenuto essere quello di Cristo.

  • Giostra dei Sei Rioni a Penne (Pe): La leggenda narra che la Città di Penne fu fondata dal Principe Siriaco Itarco, il quale ebbe due gemelle, una bionda chiamata Rocca ed una mora detta Bruna. Una volta maritate, Rocca si insediò sul Colle Sacro e Bruna sul Colle Castello.

  • Il Bue e San Zopito a Loreto Aprutino (Pe): Il lunedì successivo alla domenica di Pentecoste è per Loreto Aprutino un giorno molto particolare, quello della processione del bue aratore, più noto come ‘bue di San Zopito’.

  • Festa della Madonna della Croce a Pietranico (Pe): Evento di profondo raccoglimento religioso e di grande partecipazione che coinvolge non solo l' intera comunità di Pietranico la processione della Madonna della Croce si svolge ogni anno.

Altre tradizioni e folclore della provincia di Pescara, celebrate dalle genti d'Abruzzo attraverso riti religiosi e antiche credenze popolari.

Queste manifestazioni non sono solo un modo per mantenere vivo il legame con il passato, ma anche un’occasione per le comunità locali di condividere la propria identità con visitatori e nuovi generazioni. Le tradizioni e il folklore della provincia di Pescara rappresentano una combinazione unica di fede, cultura e senso di appartenenza.
Il territorio della provincia di Pescara custodisce un legame indissolubile tra le eccellenze della tavola e un patrimonio di conoscenze artigianali tramandate di generazione in generazione, dove ogni sapore racconta la storia e l'identità della sua gente. Questa sinergia tra natura e ingegno umano si manifesta nell'abilità dei maestri pastai, capaci di trasformare il grano duro in opere d'arte culinaria grazie a storiche trafile al bronzo e a metodi di essiccazione lenti che preservano l'anima della terra. Accanto a questa sapienza legata ai primi piatti si colloca la millenaria cultura olearia dell'area Vestina, un sapere prezioso che permette di ricavare dall'oliva Dritta un olio extravergine d'oliva DOP dalle note erbacee intense, pilastro insostituibile della cucina locale. La maestria del territorio si esprime con altrettanta forza nella viticoltura, dove i vignaioli pescaresi uniscono antiche tradizioni a moderne tecniche di vinificazione per esaltare il Montepulciano d'Abruzzo, il Cerasuolo e il Pecorino, traducendo le peculiarità del suolo e del clima in calici complessi e profumati. Non meno importante è il sapere legato alla pastorizia e alla trasformazione casearia, visibile nella produzione del pecorino di Farindola, un formaggio unico al mondo per l'utilizzo del caglio di maiale, la cui preparazione è affidata storicamente alle mani esperte delle donne del borgo. Questa ricca costellazione di saperi si riflette anche nella distillazione tradizionale della Centerba e nell'antica arte dolciaria dei parrozzi e dei bocconotti, dimostrando come la gastronomia pescarese non sia una semplice combinazione di ingredienti, ma un vero e proprio manifesto culturale che unisce la sapienza contadina, l'artigianato d'eccellenza e il profondo rispetto per la biodiversità locale.

L’eccellenza enogastronomica della provincia di Pescara
La provincia di Pescara custodisce un patrimonio enogastronomico straordinario, capace di fondere con maestria le ricette genuine della tradizione pastorale dell'entroterra e i sapori intensi del litorale adriatico. Il viaggio nel gusto inizia inevitabilmente con i celebri arrosticini, iconici spiedini di carne ovina cotti alla brace che rappresentano il simbolo indiscusso della convivialità abruzzese. Accanto a questa specialità carnivora si collocano le mazzarelle, saporiti involtini di coratella d'agnello avvolti in foglie di indivia e legati con budelline, che testimoniano l'antica sapienza culinaria contadina nell'esaltare ogni taglio di carne. Tra i primi piatti regna sovrana la pasta alla chitarra, realizzata con il tipico telaio in legno che dona ai maccheroni la caratteristica sezione quadrata e una consistenza ideale per trattenere i ricchi sughi di castrato o i corposi ragù della domenica. Per chi cerca i sapori più rustici della campagna, le sagne e fagioli si presentano come un piatto semplice ma nutriente, una pietanza confortante che unisce i legumi invernali alla pasta fresca fatta in casa tagliata a losanghe. Spostandosi verso la costa, l'anima marinara del territorio si esprime infine nel sontuoso brodetto alla pescarese, una densa e profumata zuppa di pesce locale cotta storicamente nel tegame di coccio, arricchita da pomodoro, aglio e peperoncino, perfetta da gustare insieme a fette di pane abbrustolito per assaporare l'autentica essenza del mare.
La provincia di Pescara, vanta una tradizione vitivinicola straordinaria, favorita da un microclima unico che beneficia della costante ventilazione tra il massiccio della Majella e il mare Adriatico, dando vita a etichette di assoluto prestigio internazionale. Il re indiscusso dei vigneti pescaresi è il Montepulciano d’Abruzzo rosso e rosso riserva, un vino monumentale, intenso e strutturato, che nella versione riserva affronta lunghi affinamenti in legno per sviluppare complessi sentori di frutti neri maturi, spezie e liquirizia. Dalla stessa generosa uva nasce il Montepulciano d’Abruzzo cerasuolo, un rosato iconico dal caratteristico colore ciliegia brillante, celebre per la sua freschezza fruttata e una sorprendente struttura che lo rende estremamente versatile a tavola. Spostandosi verso l'entroterra, la sottozona casalese regala una vera perla d'eccellenza con il Cerasuolo di Tocco da Casauria, un vino profondamente legato al territorio che si distingue per la sua spiccata identità minerale, la sua vivacità e un perfetto equilibrio tra morbidezza e acidità. Sul fronte dei vitigni a bacca bianca, il territorio esprime la sua massima raffinatezza attraverso il Trebbiano d’Abruzzo MGA (Menzione Geografica Aggiuntiva), una denominazione che valorizza le singole vigne e i cru storici della provincia, traducendosi in un vino bianco di grande longevità, sapido, elegante e dai profumi floreali e agrumati complessi. A chiudere questo straordinario panorama enologico provvede il Moscato di Torre de’ Passeri, una produzione di nicchia e di grandissimo pregio, storicamente apprezzata nella versione passita, che affascina i palati più esigenti grazie alle sue irresistibili note aromatiche di frutta candita, miele e fiori d'arancio, perfette per accompagnare la pasticceria secca locale.

La produzione vitivinicola nella provincia di Pescara
La provincia di Pescara rappresenta una delle culle più prestigiose della viticoltura abruzzese, grazie a un microclima ideale teso tra le correnti fresche del massiccio della Majella e le brezze mitigatori del Mar Adriatico. Tra le eccellenze assolute spicca il Montepulciano d'Abruzzo rosso e rosso riserva, un vino strutturato, fiero e longevo, che trova nei terreni collinari pescaresi l'ambiente perfetto per sviluppare sentori intensi di frutti rossi maturi e spezie, evolvendo nella versione riserva verso un'eleganza complessa grazie a un sapiente affinamento in legno. Dallo stesso vitigno a bacca nera, vinificato con un breve contatto con le bucce, nasce il Montepulciano d'Abruzzo cerasuolo, un rosato straordinario per freschezza, sapidità e versatilità, celebrato per il suo caratteristico colore ciliegia brillante e i profumi di piccoli frutti di bosco. Questo legame con la tradizione rosa trova la sua massima espressione territoriale nel celebre Cerasuolo di Tocco da Casauria, un'autentica perla enologica legata a uno specifico areale storico, rinomato per la sua incredibile aderenza al territorio, la persistenza e le note floreali e fruttate marcatamente intense. Sul fronte dei bianchi, la provincia esprime una grandissima autorevolezza attraverso il Trebbiano d'Abruzzo MGA (Menzione Geografica Aggiuntiva), una declinazione che certifica il valore di specifiche sottozone e vigneti storici, regalando un vino bianco di eccezionale spessore, caratterizzato da un'elegante mineralità, sfumature di fiori gialli e una sorprendente capacità di invecchiamento. Infine, la ricchezza enologica del territorio si sposta verso la sponda dei vini dolci e da meditazione grazie al pregiato Moscato di Torre de' Passeri, un nettare aromatico ricavato da uve stramature o appassite, capace di incantare il palato con i suoi sentori di miele, agrumi canditi e frutta secca, perfetto suggello di una tradizione vinicola che sa unire con maestria rigore tecnico e pura poesia dei sensi.


L’Eremo di San Bartolomeo in Legio, situato nel territorio di Roccamorice, in provincia di Pescara, è uno dei luoghi di culto più suggestivi e spiritualmente significativi del Parco Nazionale della Maiella. Incastonato in una parete rocciosa a oltre seicento metri di altitudine, questo antico eremo offre uno scenario di straordinaria bellezza, dove natura, silenzio e fede convivono in perfetta armonia. La sua origine risale all’XI secolo, ma il complesso è legato soprattutto alla figura di Pietro da Morrone, il futuro Papa Celestino V, che vi soggiornò a lungo nel XIII secolo dedicandosi alla preghiera e alla vita eremitica. L’edificio conserva ancora oggi il fascino della sua essenzialità, con una piccola chiesa scavata nella roccia, ambienti monastici e una terrazza naturale che domina la valle sottostante, regalando ai visitatori un panorama spettacolare sulle montagne abruzzesi. L’Eremo di San Bartolomeo in Legio rappresenta una delle mete più importanti del turismo religioso in Abruzzo e richiama ogni anno pellegrini, escursionisti e appassionati di storia. Il percorso per raggiungerlo attraversa sentieri immersi nella vegetazione mediterranea e consente di vivere un’esperienza che unisce spiritualità, cultura e contatto diretto con la natura incontaminata della Maiella. All’interno della chiesa è custodita una statua lignea dedicata a San Bartolomeo Apostolo, venerato da secoli dalla comunità locale, mentre la tradizionale festa del santo continua a mantenere vivo il legame tra l’eremo e il territorio. Visitare questo luogo significa immergersi in un’atmosfera di pace e raccoglimento, scoprendo uno dei più preziosi esempi di architettura religiosa rupestre della provincia di Pescara e uno dei simboli più autentici della tradizione eremitica abruzzese.

Gli eremi presenti nella Provincia di Pescara
La Provincia di Pescara custodisce alcuni dei più suggestivi eremi d'Abruzzo, luoghi dove natura, spiritualità e storia si fondono in un paesaggio unico dominato dalle montagne della Maiella. Tra questi si distingue la Grotta Sant'Angelo di Lettomanoppello, antico luogo di culto rupestre frequentato fin dall'Alto Medioevo e legato alla devozione per l'Arcangelo Michele, inserito in un contesto naturale di grande fascino. Nel territorio di Roccamorice si trova il celebre Eremo di San Bartolomeo in Legio, scavato nella roccia e reso famoso dalla presenza di Pietro da Morrone, il futuro Papa Celestino V, che vi trascorse lunghi periodi di preghiera e meditazione nel XIII secolo. Sempre nel cuore del Parco Nazionale della Maiella sorge l'Eremo di San Giovanni all'Orfento, nel comune di Caramanico Terme, raggiungibile attraverso sentieri immersi nella natura e considerato uno degli esempi più spettacolari di architettura religiosa rupestre, grazie alla sua posizione incastonata nella parete rocciosa della Valle dell'Orfento. Nel territorio di Serramonacesca si sviluppa invece un importante complesso di siti monastici e rupestri legati all'antica Abbazia di San Liberatore a Maiella, tra cui il Complesso rupestre di San Liberatore a Maiella, costituito da grotte e ambienti utilizzati nei secoli da eremiti e comunità religiose come luoghi di raccoglimento e vita ascetica. Nella stessa area si trovano anche le Tombe rupestri di San Liberatore a Maiella, antiche sepolture scavate nella roccia che testimoniano la presenza umana e religiosa fin dall'epoca altomedievale, rappresentando un'importante testimonianza archeologica del territorio. Completa questo straordinario itinerario spirituale l'Eremo di Sant'Onofrio, anch'esso nel territorio di Serramonacesca, piccolo edificio religioso immerso nei boschi della Maiella e tradizionalmente collegato ai percorsi di preghiera e penitenza dei monaci eremiti.
I tholos di Roccamorice, in provincia di Pescara, rappresentano una delle testimonianze più affascinanti dell'architettura rurale tradizionale dell'Abruzzo. Queste caratteristiche costruzioni in pietra a secco, dalla tipica forma circolare con copertura a falsa cupola, venivano realizzate senza l'impiego di malta, sfruttando esclusivamente l'abilità degli antichi maestri nel disporre le pietre in perfetto equilibrio. Diffusi soprattutto nel territorio del Parco Nazionale della Maiella, i tholos erano utilizzati dai pastori e dai contadini come rifugi temporanei durante le attività agricole e la pastorizia, ma anche come depositi per attrezzi e prodotti della terra. La loro struttura, perfettamente integrata nel paesaggio montano, testimonia un sapere costruttivo tramandato per generazioni e ancora oggi suscita interesse per la sua semplicità ed efficacia. Passeggiando tra i sentieri che circondano Roccamorice è possibile ammirare numerosi tholos, immersi in un ambiente naturale di straordinaria bellezza, dove boschi, pareti rocciose e antichi tratturi raccontano la storia delle comunità locali. Queste costruzioni sono diventate un simbolo dell'identità culturale della Maiella e rappresentano una meta ideale per gli appassionati di escursionismo, fotografia e turismo lento. La loro conservazione è fondamentale per preservare un patrimonio architettonico unico, capace di raccontare il legame tra l'uomo e il territorio montano abruzzese. Visitare i tholos di Roccamorice significa compiere un viaggio nella storia, riscoprendo tecniche costruttive antiche e uno stile di vita profondamente legato alla natura e alle tradizioni della provincia di Pescara.

I siti archeologici presenti nella Provincia di Pescara
La Provincia di Pescara conserva importanti testimonianze archeologiche che permettono di ripercorrere la storia del territorio dalle popolazioni italiche fino all'epoca romana. Tra i luoghi di maggiore interesse si trova l'Area Archeologica di Catignano, dove gli scavi hanno riportato alla luce resti di insediamenti e reperti che documentano la presenza umana fin dall'antichità, offrendo preziose informazioni sull'evoluzione del popolamento nella Valle del Pescara. Di notevole interesse è anche il Sito Archeologico dei Tholos della Maiella, nel territorio di Roccamorice, dove sono state rinvenute testimonianze riconducibili a frequentazioni protostoriche e romane, confermando l'importanza strategica di questa altura come punto di controllo e insediamento. A Pescara si trova infine Il Parco Archeologico della Rampigna, situato sulla sponda nord del fiume Pescara, di fronte al centro storico della città, rappresenta uno dei luoghi di maggiore interesse storico e archeologico del territorio. Le recenti campagne di scavo hanno restituito una complessa stratificazione che attraversa diverse epoche, documentando la presenza di un'estesa necropoli di età italica, romana e medievale, strettamente connessa all'antico insediamento di "Ostia Aterni". Il sito, spesso identificato erroneamente con la sola area dell'ex campo sportivo Rampigna, si estende in realtà lungo l'intera sponda settentrionale del fiume, compresa tra il rilevato ferroviario e via Pesaro. Al di sotto della superficie si conservano importanti testimonianze archeologiche: edifici antichi, alcuni dei quali ancora in corso di identificazione, e lunghi tratti delle mura della piazzaforte spagnola di Pescara, realizzata nel XVI secolo e quasi completamente demolita nel XIX secolo. Il complesso comprende anche la Chiesa della Madonna del Carmine, originariamente cappella della fortezza spagnola, e gli edifici dell'antica caserma di cavalleria, anch'essi parte integrante del sistema difensivo della piazzaforte.
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