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Tradizioni popolari in Provincia di Chieti – Abruzzo: La processione del Venerdì Santo a Chieti (Ch) - Info Point Regione Abruzzo

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Tradizioni popolari in Provincia di Chieti – Abruzzo: La processione del Venerdì Santo a Chieti (Ch)

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Le Tradizioni popolari e il Folklore in Provincia di Chieti - Abruzzo

La Processione del Venerdì Santo a Chieti è uno degli eventi religiosi più suggestivi e antichi d'Italia, capace di evocare un'intensa spiritualità e un profondo senso di appartenenza alla tradizione. Le sue origini risalgono almeno al IX secolo, anche se la forma attuale è attestata dal XVI secolo, grazie all'Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, che ancora oggi ne cura l'organizzazione. Ogni anno, al calar della sera del Venerdì Santo, la città si immerge in un’atmosfera solenne, fatta di luci soffuse, silenzi meditativi e il suono struggente del Miserere, una composizione di grande impatto emotivo che accompagna il corteo lungo le strade del centro storico. La processione è guidata dal Troccolante, una figura simbolica che, scuotendo la "troccola", un particolare strumento in legno e metallo, segna l'inizio del cammino penitenziale. Seguono i membri dell'Arciconfraternita, vestiti con il tradizionale saio nero e il cappuccio, e poi i vari gruppi che rappresentano scene della Passione di Cristo, portando antichi simboli come la croce, la corona di spine e il sudario. L’elemento più toccante è costituito dalla statua del Cristo Morto, trasportata su un baldacchino ornato di fiori e circondata da una moltitudine di confratelli e fedeli in preghiera. Il Miserere di Selecchy, eseguito da un’orchestra e da un coro di circa centocinquanta elementi, rappresenta il cuore musicale della processione e contribuisce a creare un’atmosfera unica e commovente. Questa composizione sacra, ispirata al Salmo 50, si tramanda da generazioni ed è diventata un vero simbolo della Settimana Santa teatina. Le sue note profonde e malinconiche si diffondono lungo il percorso, amplificate dal silenzio rispettoso dei presenti, e penetrano nell’animo di chi ascolta, rendendo l'evento un momento di intensa riflessione e partecipazione emotiva. Lungo il tragitto, la città sembra sospendere ogni attività: le luci dei lampioni vengono abbassate, le finestre si riempiono di candele e il rumore della quotidianità lascia spazio alla meditazione. I fedeli, molti dei quali arrivano anche da fuori regione, partecipano con devozione, seguendo il lento incedere della processione o assistendovi lungo i bordi delle strade. Questo rito collettivo, oltre a essere un’espressione di fede, rappresenta anche un forte legame con la storia e l’identità del territorio, rinsaldando ogni anno il senso di comunità tra i teatini. La Processione del Venerdì Santo di Chieti non è soltanto un evento religioso, ma un patrimonio culturale che attraversa i secoli e continua a emozionare chi vi prende parte. Il rispetto delle tradizioni, la sacralità del momento e la partecipazione corale della popolazione ne fanno un appuntamento imprescindibile per la città e per chiunque voglia vivere un’esperienza di intensa spiritualità. La sua unicità risiede proprio nell’armonia tra fede, musica e tradizione, elementi che si fondono in un rito che, pur appartenendo alla storia, riesce sempre a rinnovarsi nel cuore dei fedeli.La processione del Venerdì Santo a Chieti (Ch)
La processione del Venerdì Santo di Chieti è una delle più antiche celebrazioni religiose d'Italia, commemorando la Passione di Cristo nella Settimana Santa. Le sue origini sono avvolte nella leggenda: secondo Girolamo Nicolino, la tradizione risalirebbe all'842 d.C., anno della ricostruzione della prima cattedrale dedicata a San Tommaso d'Aquino, distrutta nel 801 da re Pipino. Tuttavia, la struttura attuale della processione si definì nel XVI secolo con la nascita dell'Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, che ne cura l'organizzazione. Documenti certi attestano la sua esistenza solo dal 1650, quando i confratelli organizzarono un pellegrinaggio a Roma per l'Anno Santo, portando in processione uno stendardo nero, una figura della Morte e un catafalco con la statua del Cristo.
Nel corso del XVIII e XIX secolo, la processione subì diverse trasformazioni. Tra le più significative vi fu l'introduzione del coro nel XVIII secolo, con il compositore Saverio Selecchy che musicò il "Miserere" biblico. Nel 1833 fu aggiunta la statua dell'Addolorata, mentre nel 1855 Raffaele Del Ponte realizzò i "Simboli della Passione". Inoltre, nel 1850 la celebrazione fu spostata dalla mattina alla sera, acquisendo un'atmosfera ancora più suggestiva. Un aspetto peculiare della processione è la sua continuità storica: anche durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1944, si svolse in forma ridotta nonostante il divieto imposto dai nazisti, con i confratelli che riuscirono a sfuggire ai rastrellamenti.
La processione ha luogo al tramonto del Venerdì Santo, partendo dalla cattedrale di San Giustino e snodandosi lungo il centro storico di Chieti. Il corteo è illuminato da tripodi con fuoco di cera, richiamando l'antica usanza di bruciare incensi e aromi. Il momento culminante è l'esecuzione del "Miserere" di Selecchy da parte di un coro di oltre 160 elementi e un'orchestra di circa 200 musicisti, creando un'atmosfera di intensa partecipazione emotiva. Il percorso attraversa le principali vie della città, seguendo un tracciato che forma simbolicamente una croce sulla pianta urbana, sottolineando il significato spirituale della celebrazione.
L'Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti ha origini leggendarie risalenti al IX-X secolo, quando i confratelli si occupavano della sepoltura delle vittime di guerre e pestilenze. La sua costituzione ufficiale avvenne nel 1603, quando venne aggregata all'Arciconfraternita romana dell'Orazione e Morte, fondata nel 1539. Lo stesso anno, l'arcivescovo autorizzò la costruzione dell'oratorio accanto alla cattedrale. Nel 1648 l'istituzione ottenne autonomia giuridica con la pubblicazione di un proprio statuto. Tra le iniziative più celebri vi fu la partecipazione all'Anno Santo del 1650 a Roma, durante la quale la confraternita marciò con una scultura lignea della Morte recante una falce e un crocifisso, accompagnata dal motto "Nemini parco" ("Non risparmio nessuno").
Ancora oggi, la processione del Venerdì Santo di Chieti rappresenta un evento di profonda devozione popolare e una testimonianza di fede radicata nei secoli. L'unica interruzione nella sua storia si verificò nel 2020 e nel 2021 a causa della pandemia da Covid-19, quando la celebrazione si svolse simbolicamente con l'arcivescovo Bruno Forte che portò il Crocifisso in processione in forma ridotta. Questo evento, con la sua solennità e il suo profondo significato spirituale, continua a richiamare ogni anno migliaia di fedeli, consolidandosi come una delle manifestazioni più suggestive della Settimana Santa in Italia.
La provincia di Chieti conserva un patrimonio di tradizioni e folklore che riflette la ricchezza culturale e storica del territorio. Di seguito alcuni esempi delle principali espressioni di questa identità locale:

  • La processione del Venerdì Santo a Chieti (Ch) - La processione del Venerdì Santo di Chieti è una delle più antiche celebrazioni religiose d'Italia, commemorando la Passione di Cristo nella Settimana Santa.
  • Il Presepe Vivente a Chieti (Ch) - A Chieti, ogni anno, il 6 gennaio, il centro storico della città si trasforma in un suggestivo scenario per la rappresentazione del Presepe Vivente, un evento che affascina e coinvolge centinaia di figuranti e visitatori.
  • Festa dei Talami a Riti di Pasqua a Orsogna (Ch) - La Festa dei Talami di Orsogna è uno degli eventi folkloristici più suggestivi e carichi di significato religioso in Abruzzo. Si svolge ogni anno nel Martedì dell'Angelo, in un borgo collinare a 432 metri sul livello del mare.
  • Riti in onore di Sant'Agata a Civitaluparella (Ch) - Ogni anno, il 5 febbraio, la comunità di Civitaluparella celebra la festa in onore di Sant'Agata, una ricorrenza che affonda le radici in una tradizione secolare e religiosa. La figura di Sant'Agata è venerata come patrona delle donne.
  • La Passione Vivente (Rappresentazione della Passione di Cristo) a Gessopalena (Ch) - La Passione Vivente di Gessopalena, che si tiene ogni anno il Mercoledì Santo, è una delle rappresentazioni religiose più suggestive e sentite in Abruzzo. Questa drammatica e coinvolgente rappresentazione della Passione e Morte di Cristo affonda le sue radici in tradizioni secolari.
  • Processione a Mare a San Vito Chietino (Ch) - A Lanciano, ogni anno, si ripete la suggestiva Processione Penitenziale, conosciuta come la Processione degli Incappucciati, uno dei momenti più solenni e emozionanti della Settimana Santa. Questo rito, celebrato dall'Arciconfraternita di San Filippo Neri sin dal XVI secolo, rappresenta un atto di penitenza che i Confratelli vivono in spirito di riflessione sulla Passione di Cristo.
  • Le Farchie di Natale a Tufillo (Ch) - Le Farchie di Natale a Tufillo sono una tradizione secolare che ogni anno anima il piccolo borgo situato nel cuore del comprensorio vastese. Il 24 dicembre, durante la vigilia di Natale, il paese si prepara ad accogliere il rito dell'accensione della farchia, un grande tronco che diventa il protagonista assoluto della notte.
  • Le Farchie di Fara Filiorum Petri (Ch) - Le Farchie di Fara Filiorum Petri sono una delle tradizioni più sentite e rappresentative dell’Abruzzo, in particolare della provincia di Chieti. Ogni anno, il 16 gennaio, la comunità del piccolo borgo di Fara Filiorum Petri celebra Sant’Antonio Abate.
  • Carnevale d'Abruzzo a Francavilla al Mare (Ch) - Il Carnevale d'Abruzzo di Francavilla al Mare, rappresenta la manifestazione carnevalesca più antica della regione, le cui origini risalgono ai primi anni del dopoguerra.
La Festa di Sant’Andrea rappresenta una delle celebrazioni religiose e popolari più importanti della città di Pescara e costituisce un simbolo profondo della cultura marinara abruzzese. Dedicata a Sant’Andrea Apostolo, patrono dei pescatori, la festa nasce dal forte legame storico tra la comunità pescarese e il mare, elemento che per secoli ha rappresentato fonte di sostentamento, identità e tradizione. Ogni anno la manifestazione richiama migliaia di fedeli, cittadini e visitatori che partecipano ai riti religiosi e agli eventi popolari organizzati lungo la costa e nel centro cittadino. Il momento più suggestivo è la tradizionale processione in mare durante la quale la statua del santo viene trasportata su un’imbarcazione seguita da numerosi pescherecci decorati con bandiere e luminarie, creando uno spettacolo particolarmente emozionante sul litorale adriatico. Questo rito rappresenta un gesto di protezione e benedizione rivolto ai lavoratori del mare e conserva ancora oggi un forte valore simbolico per tutta la comunità locale. Accanto agli aspetti religiosi, la Festa di Sant’Andrea anima Pescara con un ricco programma di eventi popolari, spettacoli musicali, iniziative culturali e momenti dedicati alla tradizione gastronomica marinara. Le strade del quartiere storico del porto si riempiono di bancarelle, luminarie e profumi legati ai piatti tipici della cucina adriatica, trasformando la celebrazione in una grande occasione di incontro e partecipazione collettiva. La festa rappresenta inoltre un importante momento di valorizzazione delle tradizioni locali, mantenendo vivo il rapporto tra la città e la sua antica vocazione peschereccia. Nel corso degli anni questa storica ricorrenza è diventata uno degli appuntamenti più sentiti dell’estate abruzzese, capace di unire spiritualità, folklore e cultura popolare in una manifestazione che continua a tramandare la memoria storica e l’identità marinara della costa pescarese.

Tradizioni popolari della provincia di Pescara
La provincia di Pescara conserva un ricco patrimonio di tradizioni popolari che uniscono fede religiosa, folklore e antiche usanze tramandate di generazione in generazione. Tra gli eventi più sentiti vi è la Festa di Sant’Andrea a Pescara, profondamente legata alla tradizione marinara cittadina e caratterizzata dalla suggestiva processione in mare dedicata al patrono dei pescatori. Grande partecipazione accompagna anche la Festa della Madonna dei Sette Dolori nel quartiere di Pescara Colli, uno dei momenti religiosi più importanti del territorio pescarese. A San Valentino in Abruzzo Citeriore si svolge la celebre Festa di San Martino conosciuta come “Festa dei Cornuti”, una tradizione popolare ironica e conviviale che richiama visitatori da tutta la regione. Il Carnevale di Pianella anima il borgo con sfilate, maschere e carri allegorici, mentre la Perdonanza di Abbateggio rinnova antichi riti religiosi e momenti di spiritualità collettiva. Nel periodo natalizio il Presepe artistico di Pescara rappresenta una delle iniziative più apprezzate, capace di valorizzare la tradizione presepiale abruzzese. Tra le feste più spettacolari spicca il Palio delle Pupe di Cappelle sul Tavo, famoso per le grandi pupazze di cartapesta illuminate da fuochi pirotecnici. A Caramanico Terme i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate mantengono vive antiche tradizioni contadine e rituali popolari legati al fuoco e agli animali domestici. Molto conosciuta è inoltre la Festa del Volto Santo a Manoppello, importante meta di pellegrinaggio religioso, mentre la Giostra dei Sei Rioni di Penne rievoca il passato medievale della città attraverso gare storiche e cortei in costume. A Loreto Aprutino sopravvive l’antichissima tradizione del Bue e San Zopito, uno dei riti popolari più singolari d’Abruzzo, mentre la Festa della Madonna della Croce di Pietranico rappresenta un momento di forte devozione religiosa e identità comunitaria per tutto il territorio vestino.
Il Carnevale d’Abruzzo di Francavilla al Mare rappresenta una delle manifestazioni popolari più vivaci e spettacolari della costa abruzzese, capace di unire tradizione, creatività artistica e forte partecipazione collettiva. Nato agli inizi del Novecento e cresciuto nel corso dei decenni fino a diventare uno degli appuntamenti carnevaleschi più conosciuti della regione, il Carnevale trasforma ogni anno la città in un grande palcoscenico a cielo aperto animato da colori, musica, maschere e carri allegorici. Le sfilate lungo il litorale richiamano migliaia di visitatori provenienti da tutto l’Abruzzo e da numerose località italiane, offrendo uno spettacolo caratterizzato da scenografie elaborate, satira, costumi tradizionali e gruppi folkloristici. La manifestazione conserva il forte legame con la cultura popolare locale, mantenendo viva l’antica funzione del Carnevale come momento di festa collettiva, di socialità e di rovesciamento simbolico delle regole quotidiane attraverso l’ironia e il divertimento. Nel corso degli anni il Carnevale di Francavilla al Mare è diventato anche un importante evento culturale e turistico per l’intera provincia di Chieti, grazie alla capacità di coinvolgere associazioni, artisti, scuole e artigiani locali nella realizzazione dei carri e delle scenografie. Le figure allegoriche, spesso ispirate a temi di attualità, tradizioni regionali o personaggi della cultura popolare, testimoniano la creatività e l’ingegno delle maestranze abruzzesi. Durante il periodo carnevalesco la città si anima con spettacoli musicali, eventi per bambini, feste in piazza e iniziative gastronomiche dedicate ai dolci tipici della tradizione di Carnevale, creando un’atmosfera festosa che valorizza il patrimonio culturale del territorio. Ancora oggi questa storica manifestazione rappresenta un simbolo di identità e aggregazione sociale, capace di tramandare nel tempo usanze popolari, spirito comunitario e tradizioni che fanno parte della memoria collettiva dell’Abruzzo.

Tradizioni popolari della provincia di Chieti
La provincia di Chieti custodisce un patrimonio di tradizioni popolari profondamente radicate nella storia, nella religiosità e nella cultura contadina dell’Abruzzo. Tra gli eventi più suggestivi spicca la storica Processione del Venerdì Santo di Chieti, considerata una delle più antiche d’Italia, caratterizzata dalle fiaccole, dagli abiti tradizionali e dalle note del Miserere che accompagnano il corteo religioso nel centro storico cittadino. Nella stessa città il Presepe Vivente richiama ogni anno numerosi visitatori grazie alle ambientazioni che rievocano antichi mestieri e scene della Natività. A Orsogna la Festa dei Talami e i riti pasquali rappresentano una tradizione secolare fatta di quadri viventi e celebrazioni religiose molto sentite dalla popolazione locale. Grande devozione accompagna anche il Pellegrinaggio della Madonna dei Miracoli a Casalbordino, meta di fedeli provenienti da tutto l’Abruzzo. A Civitaluparella i riti in onore di Sant’Agata conservano antiche usanze tramandate nel tempo, mentre a Gessopalena la Passione Vivente coinvolge l’intero borgo nella rappresentazione della Passione di Cristo. Molto intensa è anche la Processione Penitenziale degli Incappucciati di Lanciano, uno dei momenti religiosi più solenni della Settimana Santa abruzzese. Sul litorale, la Processione a Mare di San Vito Chietino unisce fede e tradizione marinara in una celebrazione particolarmente suggestiva. Nel periodo natalizio le Farchie di Natale di Tufillo e quelle di Fara Filiorum Petri illuminano i paesi con enormi fasci di canne infuocate legati a riti propiziatori e religiosi. Tra le feste più caratteristiche vi è inoltre la Sagra dei Bandaresi di Bucchianico, legata alla figura di San Camillo de Lellis e alla tradizione contadina, mentre il Carnevale d’Abruzzo di Francavilla al Mare anima la costa teatina con carri allegorici, maschere, spettacoli e antiche tradizioni carnevalesche che coinvolgono ogni anno migliaia di persone.
La Festa della Madonna dello Splendore rappresenta una delle celebrazioni religiose più importanti e sentite della provincia di Teramo ed è profondamente legata alla storia e all’identità spirituale della città di Giulianova. La tradizione nasce dal celebre evento miracoloso avvenuto nel 1557, quando, secondo la devozione popolare, la Madonna apparve a un contadino presso una collina fuori dalle mura cittadine facendo sgorgare una fonte d’acqua ritenuta miracolosa. In seguito all’apparizione venne edificato il Santuario della Madonna dello Splendore, divenuto nel tempo uno dei principali luoghi di culto mariano dell’Abruzzo. Ogni anno, nel mese di aprile, migliaia di fedeli partecipano ai solenni riti religiosi dedicati alla Madonna, rinnovando una tradizione secolare che coinvolge l’intera comunità giuliese e numerosi pellegrini provenienti da tutta la regione. Le celebrazioni comprendono processioni, messe solenni, momenti di preghiera e cerimonie che esprimono il profondo legame tra la popolazione locale e la figura della Vergine venerata come protettrice della città. Durante i giorni della festa, Giulianova si anima con manifestazioni popolari, eventi culturali, concerti, spettacoli pirotecnici e iniziative tradizionali che trasformano la ricorrenza religiosa in uno dei momenti più importanti della vita cittadina. La suggestiva processione della statua della Madonna dello Splendore attraversa le vie del centro storico e del borgo marinaro accompagnata da confraternite, autorità religiose e numerosi fedeli, creando un’atmosfera di intensa partecipazione spirituale. Accanto agli aspetti religiosi, la festa rappresenta anche un’importante occasione di incontro sociale e valorizzazione delle tradizioni popolari teramane, mantenendo vive usanze tramandate da generazioni. Ancora oggi questa storica celebrazione costituisce un simbolo di fede, identità e memoria collettiva per tutta la comunità della costa teramana, contribuendo a preservare il patrimonio culturale e religioso dell’Abruzzo.

Tradizioni popolari della provincia di Teramo
La provincia di Teramo custodisce un vasto patrimonio di tradizioni popolari che raccontano la storia, la devozione religiosa e l’identità culturale del territorio abruzzese. Tra gli eventi più importanti vi è la Festa della Madonna delle Grazie a Teramo, molto sentita dalla popolazione locale e caratterizzata da solenni celebrazioni religiose e manifestazioni popolari. Nella stessa città il Trionfo della Pace rievoca antiche tradizioni storiche con cortei, spettacoli e momenti simbolici dedicati alla concordia cittadina, mentre la celebre Sagra delle Virtù valorizza uno dei piatti più rappresentativi della cucina teramana legato alle usanze primaverili. Sul litorale il Carnevale Estivo di Alba Adriatica anima l’estate con sfilate, musica e carri allegorici che coinvolgono turisti e residenti. A Campli la Sagra della Porchetta Italica celebra una delle eccellenze gastronomiche più amate d’Abruzzo, mentre a Colonnella la Festa della Madonna del Suffragio e il Palio delle Contrade mantengono vive antiche tradizioni religiose e sfide storiche tra quartieri. Nel periodo natalizio il Presepe Vivente di Fano Adriano, nella frazione di Cerqueto, trasforma il borgo in una suggestiva rappresentazione della Natività. A Isola del Gran Sasso d'Italia la festa di Santa Colomba richiama fedeli e visitatori, mentre a Sant'Omero sopravvive l’antica tradizione dell’Albero di Maggio, simbolo di fertilità e rinascita legato al mondo contadino. Grande devozione accompagna anche la Festa della Madonna dello Splendore a Giulianova e la Festa della Madonna del Portosalvo lungo la costa teramana, profondamente legata alla tradizione marinara. Tra gli eventi folkloristici più caratteristici vi è inoltre il Ballo dell’Insegna di Forcella, nel territorio di Teramo, antico rito popolare accompagnato da musica e danze tradizionali, mentre la Festa della Madonnina a Pietracamela e la Festa del Sacro Cuore a Roseto degli Abruzzi rappresentano ancora oggi importanti momenti di aggregazione religiosa e sociale per le comunità locali.
La Perdonanza Celestiniana rappresenta una delle tradizioni popolari e religiose più importanti dell’Abruzzo e costituisce il simbolo identitario della città de L'Aquila. Le sue origini risalgono al 1294, anno in cui Papa Celestino V emanò la storica Bolla del Perdono, concedendo l’indulgenza plenaria a tutti coloro che, confessati e pentiti, avessero attraversato la Porta Santa della Basilica di Collemaggio tra il 28 e il 29 agosto. Questo evento, considerato il primo Giubileo della storia cristiana, unisce spiritualità, memoria storica e partecipazione popolare in una celebrazione che ogni anno richiama migliaia di pellegrini, visitatori e fedeli provenienti da tutta Italia. Il cuore della manifestazione è rappresentato dal corteo storico della Bolla, durante il quale figuranti in abiti medievali attraversano le vie del centro storico aquilano accompagnando il documento simbolo della Perdonanza fino alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio, luogo profondamente legato alla figura di Celestino V e alla tradizione religiosa della città. Nel corso dei secoli la Perdonanza Celestiniana è diventata molto più di una semplice ricorrenza religiosa, trasformandosi in un grande evento culturale e popolare capace di coinvolgere l’intera comunità aquilana. Durante i giorni della celebrazione, L'Aquila si anima con spettacoli, concerti, rievocazioni storiche, iniziative artistiche e momenti di incontro che valorizzano il patrimonio culturale e le tradizioni dell’Abruzzo interno. L’apertura della Porta Santa nella Basilica di Basilica di Santa Maria di Collemaggio rappresenta il momento più solenne e suggestivo della festa, carico di significati spirituali legati al perdono, alla riconciliazione e alla pace. Nel 2019 la Perdonanza Celestiniana è stata riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità, consacrando ufficialmente il valore universale di una tradizione che continua ancora oggi a tramandare la memoria storica, la fede e il senso di appartenenza della comunità aquilana.

Le tradizioni popolari della provincia de L’Aquila
La provincia dell’Aquila custodisce alcune delle tradizioni popolari più affascinanti e antiche d’Abruzzo, eventi che uniscono spiritualità, folklore e identità collettiva. Tra le celebrazioni più celebri spicca la Perdonanza Celestiniana de L'Aquila, istituita nel 1294 da Papa Celestino V e ancora oggi simbolo di pace e riconciliazione. A Sulmona, la Domenica di Pasqua si anima con la spettacolare “Madonna che scappa”, una corsa carica di emozione che richiama migliaia di visitatori. Suggestiva e unica è anche la festa dei Serpari di Cocullo, dedicata a San Domenico, durante la quale il santo viene ricoperto di serpenti vivi in una processione dal forte valore simbolico. Nel periodo natalizio, il presepe vivente di Rivisondoli trasforma il borgo in uno scenario ricco di atmosfera e tradizione. Grande partecipazione popolare accompagna inoltre la Settimana Santa de L'Aquila, con riti solenni e processioni storiche. A Tornimparte sopravvive l’antica usanza di “Ju Calenne”, legata ai canti augurali del nuovo anno, mentre a Rocca di Mezzo la Festa del Narciso celebra la primavera con carri ricoperti di fiori. La magica notte di San Giovanni Battista a Rivisondoli conserva riti propiziatori e tradizioni popolari tramandate nei secoli. Nel capoluogo abruzzese è famosa anche la Festa di Sant’Agnese e delle Malelingue, momento conviviale e satirico profondamente radicato nella cultura cittadina. Tra le manifestazioni più caratteristiche vi è inoltre “Lo Zirè” dell’L'Aquila, antica rappresentazione popolare, insieme alle suggestive Glorie di San Martino di Scanno, grandi falò che illuminano il paese nel mese di novembre mantenendo viva una tradizione dal forte valore comunitario.
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