Sito archeologico in Provincia di Chieti: Pallanum a Tornareccio (Ch) - Abruzzo
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I principali siti archeologici nella Provincia di Chieti - Abruzzo

- Pallanum -Tornareccio (Ch)
Pallanum, l’antica città sul Monte Pallano
Pallanum fu un’importante città dell’Italia antica, tradizionalmente attribuita al popolo italico dei Lucani o, secondo studi più recenti, di probabile origine sannitica, oggi identificata con il sito archeologico che sorge sul Monte Pallano, nel territorio di Tornareccio, in provincia di Chieti. Il toponimo compare per la prima volta nella celebre Tavola Peutingeriana, documento cartografico di età romana che testimonia l’esistenza del centro lungo un asse viario strategico tra Aternum, l’odierna Pescara, e Larinum, nei pressi dell’attuale Larino. Pallanum si collocava infatti a circa sette miglia da Anxanum, l’attuale Lanciano, e a dodici miglia da Histonium, oggi Vasto, confermando il suo ruolo di stazione lungo le principali vie di comunicazione dell’Adriatico centrale. A partire dal I secolo a.C. il centro iniziò un progressivo declino demografico, fino all’abbandono, ma il suo ricordo rimase vivo grazie all’interesse di studiosi e storiografi tra il XVIII e il XIX secolo, come Pietro Polidori, Domenico Romanelli e Antonio Ludovico Antinori, cui seguirono nel Novecento le ricerche di Valerio Cianfarani e Andrea Staffa.
Uno degli elementi più spettacolari del sito archeologico di Pallanum è rappresentato dalle imponenti mura difensive di età italica, ancora oggi ben visibili sul lato orientale dell’insediamento. Di questa poderosa cinta muraria si conservano circa 160 metri, con un’altezza media di quattro metri, realizzati con grandi blocchi calcarei locali disposti a secco, secondo una tecnica costruttiva tipica dell’architettura preromana. In origine le mura erano interrotte da quattro porte di accesso, delle quali ne restano due: la Porta del Monte, situata più in basso, e la Porta del Piano, collocata nella parte più alta del sito e caratterizzata dalla presenza di un architrave. Le differenze nella dimensione dei blocchi e nelle modalità costruttive tra i vari tratti suggeriscono fasi edilizie differenti. Nonostante una tradizione popolare attribuisca la costruzione delle mura a Carlo Magno, le evidenze archeologiche collocano la loro realizzazione tra il VI e il III secolo a.C., nel pieno periodo italico.
A ovest delle mura megalitiche, in una conca posta a quota leggermente inferiore, si estendono i resti di un insediamento di epoca romano-ellenistica di medie dimensioni, che testimonia la continuità di vita del sito in età romana. L’abitato si articolava attorno a uno spazio centrale aperto, probabilmente destinato a funzioni comunitarie, ed era composto da edifici costruiti in parte a secco e in parte in opera pseudo-isodoma. Gli scavi archeologici hanno restituito numerosi reperti, tra cui tegole in terracotta, monete di età romana e una significativa quantità di manufatti in ferro, indizi di attività quotidiane e produttive. Le pavimentazioni, realizzate con materiali come argilla, gesso e pozzolana, presentano la tipica tecnica dell’opus signinum, mentre i marcati dislivelli del terreno fanno ipotizzare la presenza di terrazzamenti successivi. I materiali rinvenuti durante le campagne di scavo degli anni Novanta sono oggi conservati ed esposti a Chieti, presso il Convitto Nazionale “Giambattista Vico” e il Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo di Villa Frigerj, contribuendo alla valorizzazione e alla conoscenza di uno dei siti archeologici più affascinanti dell’Abruzzo interno.

L’archeologia nella Regione Abruzzo
L’archeologia in Abruzzo testimonia una storia antichissima che affonda le sue radici nelle civiltà italiche, romane e medievali, rendendo il territorio una vera e propria area di grande interesse storico e culturale. Santuari, necropoli, città romane, resti di ville, teatri e anfiteatri emergono in un contesto paesaggistico di straordinaria varietà, offrendo un dialogo continuo tra natura e memoria storica.
I numerosi siti archeologici e i musei dedicati permettono di ricostruire l’evoluzione delle comunità che hanno abitato l’Abruzzo nel corso dei secoli, valorizzando un patrimonio diffuso che racconta l’importanza strategica e culturale della regione nel cuore dell’Italia antica.

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Sciare in Abruzzo. L’Abruzzo è terra di montagne e di sciatori. È sufficiente spaziare con lo sguardo lungo l'orizzonte, in qualsiasi angolo della regione ci si trovi, per incontrare filari di cime che, allineate come soldatini di piombo, svettano verso il cielo. Sono i massicci della Majella, del Gran Sasso, della Laga, del gruppo Sirente-Velino, solo per citare i più grandi e noti. Un fantastico mondo di alta quota che costituisce il più formidabile complesso montano dell’Appennino (con caratteristiche a volte alpine), collocato strategicamente nel centro dell’Italia e del Mediterraneo. Grandi complessi montuosi, caratterizzati da un forte e duraturo innevamento, attrezzati con stazioni ed impianti turistici numerosi e qualificati...

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L'Enogastronomia. La cucina abruzzese è la tradizionale cucina dell'Abruzzo; essa è molto vasta ed è originaria dalle tradizioni sia pastorali delle zone interne montane che marinare della zona costiera; tra gli alimenti più utilizzati troviamo: il pane, la pasta, la carne, i formaggi e il vino. L'isolamento che per decenni ha caratterizzato la regione ha fatto sì che quest'ultima mantenesse un'arte culinaria viva ed indipendente. Tra i prodotti abruzzesi che sono entrati nell'immaginario collettivo di tutto il mondo troviamo i classici confetti tipici della città di Sulmona, lo zafferano coltivato principalmente nell'altopiano di Navelli, gli arrosticini di pecora, gli spaghetti alla chitarra e il prestigioso vino Montepulciano d'Abruzzo. Altri prodotti...
